vassoio con ciucci

Il ciuccio fa male ai denti del bambino: vero o falso?

Il ciuccio: un buon alleato, o un cattivo nemico per i denti del tuo bambino?

Il ciuccio rappresenta un valido aiuto per i genitori e un rifugio per il neonato che crescendo darà per scontato ritrovarselo accanto, proprio come una figura famigliare. Ma proprio crescendo arriva il punto in cui ci si chiede quale sia il momento giusto per metterlo via e disabituare il bambino, a cui nel frattempo saranno spuntati i primi denti da latte.

Dunque, il dubbio più ricorrente è se il ciuccio possa in qualche modo nuocere al corretto sviluppo della dentatura del piccolo, cosa che si sente dire spesso. Allo stesso modo, le mamme e i papà sapranno quanto può risultare difficile separare proprio figlio da quello che è diventato per lui uno strumento consolatorio.

Perché usare il ciuccio?

Fatto salvo per alcune eccezioni, i neonati si abituano presto al ciuccio, che viene proposto dai genitori come diversivo per placare il suo pianto, per farlo rilassare e addormentare più sereno o in certi casi come “sostituto” del seno materno che quando i bimbi diventano più grandicelli continuano a ricercare più come coccola che come nutrimento.

In questo senso, il succhiotto rappresenta un buon alleato per fornire una distrazione al bambino che è ancora molto attaccato al seno, se si vuol smettere di allattare, o allo stesso modo una distrazione per il neonato più esigente che richiede di stare attaccato al seno quasi in continuazione. Se è vero, infatti, che è riconosciuta l’importanza dell’allattamento a richiesta, è anche legittimo per la neo-mamma concedersi qualche piccola pausa, nel caso in cui il bimbo possa ritenersi sufficientemente sazio e ha solo il desiderio di sentirsi protetto e coccolato.

Il ciuccio in genere è sconsigliato nel primo mese di vita del neonato, perché potrebbe interferire con il buon avviamento dell’allattamento. Il bambino, infatti ha il riflesso di suzione già insito in sé dalla nascita, ma deve sviluppare correttamente il metodo per attaccarsi al seno della mamma o per succhiare il latte dal biberon. Un oggetto estraneo in bocca potrebbe dunque distoglierlo da quello che è il suo obiettivo principale nelle prime settimane: il nutrimento. 

Successivamente, il ciuccio non solo può essere introdotto, ma è addirittura consigliato durante la notte, per ridurre al minimo il rischio associato alla SIDS (Sindrome della morte in culla).

Quali danni può causare il ciuccio a denti e palato del bambino?

Accertati i vari benefici che bambino e genitori possono trarre dall’utilizzo del ciuccio, non devono essere però sottovalutate le conseguenze che un uso eccessivo e prolungato può causare in relazione allo sviluppo del palato e alla crescita dei denti da latte.

Il legame tra ciuccio e problemi della bocca nel bambino è abbastanza stretto. 

Per prima cosa è bene sapere che la dimensione del ciuccio deve essere adeguata al palato del bambino. Talvolta i genitori pensano che un ciuccio di dimensioni ridotte crei meno danni, ma è esattamente il contrario. Se il bambino si abitua ad un ciuccio piccolo per la sua età, con la suzione pian piano il palato potrebbe adattarsi a quelle dimensioni e tenderà a restringersi, anziché allargarsi.

In commercio esistono ciucci di diversi materiali, forme e dimensioni, studiate appositamente in relazione all’età e allo sviluppo della bocca del bambino. C’è un’attenzione sempre maggiore alle forme cosiddette ortodontiche, studiate per non condizionare la crescita del palato e le arcate dentarie. 

neonato con ciuccio
Neonato con ciuccio

Uno dei problemi più comuni è che il ciuccio frapponendosi tra lingua e palato può compromettere l’ampliamento dell’arcata superiore. Nei primi mesi di vita la lingua ha infatti la funzione di ampliare l’arcata superiore e adattarla a quella inferiore, ma con un oggetto esterno che si pone tra lingua e palato ciò può non avvenire in maniera corretta. La suzione costante del ciuccio, inoltre, determina una sporgenza dell’arcata superiore (morso aperto), per cui i denti saranno più disallineati verso l’esterno rispetto a quelli della mandibola, nell’arcata inferiore. 

L’utilizzo del ciuccio, o l’abitudine che hanno molti bimbi di succhiarsi il pollice, potrebbe anche dar luogo nel tempo a sviluppare una deglutizione atipica. Ciò si verifica quando non avviene alcun cambiamento tra deglutizione infantile, dove il principale ruolo è svolto dalle labbra, a deglutizione adulta, dove è svolto dalla lingua, 

Quando è il momento di togliere il ciuccio?

Sebbene il ciuccio diventi un oggetto abitudinario per il bambino, proprio per il suo bene, i genitori dovrebbero pian piano limitarne l’utilizzo. Un uso eccessivo e prolungato negli anni, come già detto, può risultare dannoso e costringere il piccolo a  intraprendere delle cure ortodontiche per rimediare a malocclusioni anche importanti.

Dunque, gli esperti raccomandano di togliere il ciuccio idealmente nei primi 18 mesi, e in ogni caso di non protrarre l’utilizzo oltre i 3 anni. Se nei neonati, dove il processo di dentizione è ancora in fase iniziale, non vi sono particolari controindicazioni, tra i 2 e i 3 anni, quando il bambino ha ormai tutti i denti da latte, la suzione del ciuccio può diventare sicuramente più problematica al fine di un corretto sviluppo palatale e delle arcate.

Va detto che, talvolta, intorno ai 3 anni i bambini abbandonano spontaneamente il ciuccio, altri invece non vogliono proprio saperne. A quest’età, però, sia che il piccolo si mostri collaborativo sia che opponga resistenza, bisogna aiutarlo a questa separazione agendo possibilmente in maniera graduale.

I nostri consigli:

  • Limitare l’uso ai momenti più impegnativi per il bebè come l’addormentamento
  • Distrarlo spostando la sua attenzione verso altri oggetti
  • Bisogna tenere presente lo stato psicologico del bambino e quindi evitare ad esempio di far coincidere la separazione dal ciuccio con altri eventi importanti e radicali per il piccolo, come l’inserimento all’asilo o la nascita del fratellino.
  • È sbagliato ricorrere al ciuccio quando il bambino non lo cerca oppure come consolazione ogni volta che piange.

In sintesi, se non possiamo fare a meno di dare il ciuccio a nostro figlio, dobbiamo ricordarci che già dopo i 2 anni sarebbe opportuno ridurne l’uso, magari concedendolo solo durante la nanna. L’utilizzo prolungato dello stesso oltre i 3 anni, quando la dentatura da latte è completa, può infatti influire negativamente sul corretto sviluppo del palato e procurare disallineamenti e malocclusioni. Pertanto, se il bambino non vuole assolutamente abbandonarlo, sarà il caso di aiutarlo cercando di convincerlo che non è poi così indispensabile, cercando di farlo affezionare a un nuovo gioco tanto desiderato o agendo con più fermezza se necessario.

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